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GiardinoZen
Amor ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che come vedi ancor non m'abbandona


Diario


23 novembre 2007

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23 novembre 2007

RIFLESSIONI.

Il fatto non è "andiamo di fretta per raggiungere la felicità; per me l'abbiamo superata e ce la stiamo lasciando alle spalle"...
Il fatto è proprio che non usiamo uno dei sensi che abbiamo a disposizione per riconoscerla.
Che andiamo di fretta lo sappiamo, che spesso non ci sia nemmeno il tempo di prendere fiato lo sappiamo, ma ogni giorno, quando arriviamo a casa, o vediamo la persona amata, o i genitori, figli, o andiamo a fare quel qualcosa che ci fa stare bene, che può essere la palestra o il corso di filosofia, non rallentiamo. Dobbiamo fare di corsa pure questo, altrimenti restiamo indietro...
Mi mette tristezza sapere che per essere apparentemente felici, molte persone debbano per es. uscire vestite all'ultima moda, o andare nel locale di tendenza. Non è andando nella stessa direzione del gregge che troveremo la felicità dietro l'angolo... è cercando di creare una nostra personalità distaccata dagli altri, un individualismo quasi egoistico che ci permetterà di capire e dare il giusto significato alle cose...
Il vecchio saggio diceva che la felicità è sempre a portata di mano, basta allungarla...
La felicità c'è, è in noi e attorno a noi, siamo noi che non sappiamo toccarla, annusarla, vederla, odorarla, gustarla... possiamo anche andare di fretta, ma se riuscissimo anche solo a staccarci da questo meccanismo per qualche minuto al giorno, forse sapremmo apprezzarla...

La




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20 novembre 2007

poesia...

Prendete un senso, uno qualsiasi. Il tatto, ad esempio. Siamo sommersi da sensazioni tattili, sentiamo il caldo ed il freddo, la ruvidità di una superficie, la morbidezza della pelle, una pressione in un punto del nostro corpo, un oggetto che ci graffia... e se togliessimo queste sensazioni? Se le neutralizzassimo? Una vita senza la sensazione di un abbraccio o l'emozione di una carezza, che freddezza... E lo stesso per gli altri sensi: l'aroma del caffè o la fragranza del pane caldo, il sapore di quello che ci piace mangiare o bere, la musica che adoriamo o la voce di chi amiamo, per non parlare di quanto la vista ci offre. Non sapremmo fare a meno di tutto questo ed anzi, quando sappiamo di qualcuno che, per qualsiasi sfortuna, è privato di un senso ne rimaniamo giustamente scossi, ci sentiamo fortunati rispetto a questa persona e cogliamo il valore di quello che abbiamo. Posso aggiungere un senso? Mi fate creare il "senso della poesia"? Perché l'impressione che ho è che stiamo perdendo (se non abbiamo già perso) la sensibilità per la poesia, per la bellezza, per la dolcezza, per le piccole cose quotidiane che danno felicità e ci fanno star bene, per la magia e la meraviglia racchiuse nei dettagli che ci sfuggono, per i sentimenti. Il calore sulla pelle, il profumo del caffè, una mano che accarezza un volto, una lacrima su una guancia, una persona con cui condividere un momento importante, i colori dell'alba od i tramonti infuocati, camminare sull'erba, il cielo di notte, una telefonata ad un'amica che conta, due passi sulle mura od in collina mentre cadono le foglie d'autunno, un momento per riflettere,  i vecchi sapori, ognuno ne può fare una lista a piacere. Non ci facciamo più caso... Andiamo di fretta per raggiungere la felicità; per me l'abbiamo superata e ce la stiamo lasciando alle spalle...

Va




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5 novembre 2007

due parole...

"Je ne parle qu'a des gens capable de m'entendre", diceva il marchese De Sade, peraltro diventato celebre più per altre cose che per la filosofia spicciola (ed anche "La filosofia nel boudoir" non era certo un florilegio di consigli di vita...).
"Non parlo che a chi sia in grado di capirmi", per i non francofoni. Non è un atto di presunzione, una dichiarazione di superiorità: è solo l'ammissione di un dato di fatto che chiunque dal proprio punto di vista può constatare: c'è chi mi capisce, chi no. Al plurale, chi ci capisce e chi no.
Lo ammetto, se non si hanno vissute esperienze simili non è facile né così immediato capire un rapporto complesso, sfaccettato, profondo come quello che lega La e me. Del resto, nemmeno pretendiamo che altri lo capiscano: è nostro e non loro. L'istinto sarebbe quello di dire che La ed io difenderemmo (condizionale...) il nostro rapporto davanti ad ogni obiezione e ribatteremmo colpo su colpo ad ogni stoccata. Ma, per come siamo e per il nostro modo di reagire, né lei né io ci sentiremmo realmente messi in discussione dai commenti di chi si sente in dovere di giudicare. Difenderci da cosa, quindi? Ci basta la consapevolezza dell'intensità di quello che ogni giorno proviamo, delle basi su cui poggiamo, del nostro trascorso, dei sentimenti che ci legano. Ci basterebbe molto meno di questo per guardarci perplessi e divertìti e ridere di qualunque idiozia possa essere detta su di noi...
So (ora sì) di peccare di presunzione, ma permettete un consiglio: non ne sentiamo il bisogno e (credetemi) stiamo ugualmente benissimo, ma se a qualcuno per caso dovesse interessare cercare di capirci veramente è ben accetto e lo accogliamo a braccia aperte. Ma si scorti di fantasia, gusto del paradosso, sarcasmo, buon senso e pazienza e lasci perdere il perbenismo, i preconcetti, le definizioni pronte all'uso, gli stereotipi. Astenersi perditempo :-)...
Va




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4 novembre 2007

PUNTI DI VISTA



Vanni ed io ci conosciamo da molti anni, abbiamo coltivato il nostro rapporto con costanza ed amore, esattamente [anzi *esattevolmente*] come si cura un giardino. Non dico che non ci siano mai stati momenti difficili, momenti io cui le difficoltà di uno mettevano a dura prova anche l'altro. Ma possiamo dire di aver superato le avversità e di avere sempre imparato qualcosa di più. E' come un infinito puzzle e noi mettiamo sempre un pezzetto in più...
Il fatto è che ci sono persone, probabilmente un po' troppo superficiali [ma loro non lo sanno] che si permettono di commentare, più spesso criticare i nostri atteggiamenti, le nostre posizioni, e spesso addirittura si arrogano il diritto di sapere cosa abbiamo in testa e nel cuore.
Io dico solo una cosa: ci sono rapporti che sono unici, capitano solo una volta nella vita. Tutti hanno il diritto di fare quello che vogliono, dei loro rapporti come della loro vita. Non saremo ne io ne Vanni a criticarli o a cercare di far loro cambiare idea. Però esiste un dono, il libero arbitrio, che prevede la nostra libertà di non apprezzare la loro compagnia. [intendo reale non virtuale] Quindi non spreceremo altre parole, e non perchè non siamo pronti al dibattito o perchè abbiamo paura di minare in qualche modo il nostro rapporto. Solo che con certe persone è tempo sprecato. Noi abbiamo un sacco di cose da fare che sono molto più interessanti e soddisfacenti che non perdere tempo con voi.... che tanto non ci capite...
La




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2 novembre 2007

impegno...



Questa volta La ed io ci siamo messi d'impegno: fino ad Aprile 2008 non acquistiamo libri, né tè, tisane e simili. Ci siamo concessi due libri, un'eccezione... Come?? Sì, bravi, la fate semplice, voi... avrete qualcosa che vi piace, a cui non rinuncereste, no?? Bene, prendete quella cosa, qualunque sia, ed eliminatela per 6 mesi... Ecco, per noi quella cosa sono i libri; siamo lettori, come dire?, voraci, abbiamo decine di migliaia di pagine in attesa di essere lette, libri in doppia e terza fila sugli scaffali, libri in attesa da mesi, libri sui tappeti, mensole colme (di libri...) e
tuttavia ancora non resistiamo ad addentrarci per gli scaffali delle librerie in cerca di "quel" libro che ancora non abbiamo, di quell'edizione che ci piace di più, con quella carta, quei caratteri, quei profumi... abbiamo coi libri un rapporto forte, intenso, fisico; prima di portarli a casa li apriamo, ne sentiamo i profumi (quel magico profumo di carta buona ed inchiostro...), ci guardiamo un po' delusi se la carta è troppo bianca o troppo gialla, troppo liscia troppo grossa o se i caratteri sono impersonali, se il libro non dice qualcosa di sé prima ancora di iniziare a leggerlo... però... però ci siamo detti che dobbiamo anche cercare di controllare i nostri comportamenti ossessivo-compulsivi e smaltire un po' di arretrato... Le librerie, quei posti per noi così magici ed affascinanti in cui passiamo ore ogni fine settimana ci mancheranno, ma in fondo anche loro sapranno sopravvivere senza di noi per qualche mese, no :-)?
Ah, per i diffidenti, se Laura ed io diciamo che vogliamo fare qualcosa :-DD ...

Va




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30 ottobre 2007

omaggio...



"Mi piace sapere che ci sono libri che potrò ancora leggere..
. "- dice, sicura che alla forza del suo desiderio devono corrispondere oggetti esistenti, concreti, anche se sconosciuti. Come potrai tenerle dietro, a questa donna che legge sempre un altro libro, in più di quello che ha sotto gli occhi, un libro che non c'è ancora ma che, dato che lo vuole, non potrà non esserci? [...]

"Leggere" egli dice "è sempre questo: c'è una cosa che è lì, una cosa fatta di scrittura, un oggetto solido, materiale, che non si può cambiare, e attraverso questa cosa ci si confronta con qualcos'altro che non è presente, qualcos'altro che fa parte del mondo immate
riale, invisibile, perché è solo pensabile, immaginabile, o perché c'è stato e non c'è più, passato, perduto, irraggiungibile, nel paese dei morti..." "...O che non è presente perché non c'è ancora, qualcosa di desiderato, di temuto, di possibile o impossibile, leggere è andare incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà..."

-Italo Calvino-
Se una notte d'inverno un viaggiatore
Mondadori




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29 ottobre 2007

UN WE CHE RIMARRA' NEGLI ANNALI DEI RICORDI

So che il racconto arriva un po’ in ritardo, ma vorrei descrivere uno dei nostri we migliori, uno di quelli che resteranno nella storia della nostra amicizia.Trattasi del venerdì 19, sabato 20 e domenica 21.
Il venerdì sera ho avuto problemi con la macchina, avevo una pizza in compagnia di Ste, e mi sono ritrovata a chiamare in emergenza Vanni per farmi dare un passaggio. Poi visto che Ste lo conosce pure lui, dato che ci siamo trovati a Mantova per il Festival della Letteratura, gli ho chiesto di rimanere a mangiare la pizza con noi. La serata è stata tranquilla e piacevole, sono venuti fuori discorsi un po’… delicati oserei dire, sul razzismo, prostituzione e sul nostro amato Seriffo [per chi non lo sapesse mi riferisco al Vice Sindaco di Treviso, che non sapendo parlare l’italiano non riesce a pronunciare sceriffo]…
Sabato invece abbiamo optato per le spese in centro a TV. Siamo stati all’Oviesse a comprare da vestire, poi un giretto alla Stanza del tè, e infine, dopo aver diligentemente boicottato Einaudi, ci siamo diretti verso il Mercato Equo Solidale, dove ci siamo riempiti le borse di altro tè, biscotti, budini e bevande. La nostra passione.
La sera poi è stata decisamente degna di nota. Siamo andati in un locale non troppo distante da casa, lo Smoke.
È un posto che volevo visitare già da un bel po’ di tempo, ma la persona che frequentavo tempo addietro non lo sopportava. è fatto sullo stile salottino, anche se non tutti i divani sono appartati, cioè in sostanza è facile familiarizzare con altri assolutamente estranei.
Noi eravamo seduti a raccontarcela e a ridere del più e del meno, quando in effetti, cosa che facciamo quasi sempre, abbiamo cominciato a guardarci intorno. Le facce di molte persone non sono poi così invitanti per la socializzazione, ma d’altra parte non tutti ci fanno una bella sensazione a pelle. Vicino a noi c’è una coppia di giovanissimi, lui non parla e lei con il muso che si guarda le scarpe. Poi cominciano a litigare e riprendono lui a guardarsi intorno e lei con il muso a guardarsi le scarpe. Forse aveva belle scarpe…. Fatto stà che ad un certo punto noi ci guardiamo e ci domandiamo se ci avrebbero mandato a quel paese domandandogli se volevano bere qualcosa insieme a noi e parlare un po’. D’altra parte due estranei che ti chiedono se vuoi parlare, era abbastanza comprensibile se ci avessero mandato…
Invece stranamente prima ci dicono che devono andare a casa, poi invece si siedono con noi e chiacchieriamo un po’. La parte divertente [almeno per noi] è che quando abbiamo cercato di fare delle domande per conoscerli un po’ meglio del tipo “cosa ti piace di lui/lei” o “cosa ti piace fare” abbiamo ricevuto risposte drammatiche ma divertenti. Sembra che ai giovani ventenni, del proprio ragazzo/a piaccia tutto, e che come passatempi facciano esattamente quello che fa l’altro, non importa se piace o meno… il che è ridicolo, ma in fondo forse siamo stati ventenni tutti… alla fine ci hanno offerto pure da bere, questo è stato nobile. Sono usciti sorridenti e innamorati, nella nostra deficienza siamo riusciti a fargli fare pace. La cosa che cmq li ha fatti dubitare del nostro equilibrio mentale è che abbiamo detto che Vanni ed io non siamo assolutamente insieme, ma che siamo “solo amici” da molti anni [comunicazione di servizio:Và concedimelo, volevo scrivere “grandi amici” ma forse non era il caso ;-)], avreste dovuto vedere la loro espressione, impagabile.
Alla fine io sono andata a dormire ridendo, e mi sa che anche Vanni ha fatto altrettanto.
Domenica invece giornata Ikea. Beh forse il we era stato abbastanza consistente già nella serata di venerdì e nella giornata di sabato. Fatto sta che all’ikea c’è sempre un sacco di gente, alla fine ne esci sempre pieno di mal di testa, e con i sacchetti pieni di cazzate. Però è stato soddisfacente, ero partita pensando di comprare una libreria e cavolate, sono tornata con il tappeto e un tavolino per il salotto e le cavolate… esattamente il contrario dell’idea che avevo. Un club sandwich fuori, due passi e a casa a dormire…

La




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24 ottobre 2007

incipit...



Gli amici, come gli amori, non si scelgono: ti accadono.
E gli amici, come gli amori, danno tutto senza chiedere nulla ed in questo sta il loro grande segreto, nel donarsi e riceversi scambievolmente, pienamente, fino in fondo. L'amicizia, come l'amore, è un sentimento assoluto, avvolgente, completo, e proprio per questo non esistono  i "grandi amici" tanto quanto non possono esistere i "piccoli amici"; o si è follemente, pazzamente, perdutamente, intensamente amici nel profondo, o non si è...
Va




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23 ottobre 2007

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Nessuna forma di amore ha tanto rispetto della libertà dell'altro come l'amicizia.
La


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22 ottobre 2007

ECCOCI...

Questo Blog è un'avventura a 4 mani.
Vanni ed io abbiamo deciso di tenere un blog insieme.
Descriveremo il nostro tempo trascorso in compagnia.
Le nostre sensazioni, espressioni di vita normale...
Per poter crescere insieme.




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